Categoria Progetti e Portfolio

Categoria in cui è possibile proporre set di foto riguardanti il tema Cibo e Territorio: iconografia di un rapporto indissolubile: progetti fotografici, portfolio tematici, fotoreportage, serie, storyboard (sequenze di immagini che raccontino una storia).

I progetti dovranno essere composti da un minimo di 3 a un massimo di 10 fotografie.

Le fotografie dovranno essere denominate con [cognome – titolo progetto – numerazione nella sequenza desiderata
(es: “Rossi  -titolo progetto –  01.jpg”, “Rossi – titolo progetto – 02.jpg”, ecc.)].

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Titolo: I custodi del castagneto
Autore: Michela Balboni
Voti: ?

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Descrizione: L’Appennino che separa Toscana ed Emilia Romagna è da una terra di confine in cui si conservano ancora oggi saperi e usanze antiche, che spesso riguardano prodotti unici del territorio e le tecniche tradizionali con cui vengono trattati. Due anni fa a Fontanaluccia, piccola frazione immersa tra le vallate e i boschi di castagno e faggio, Davide, insieme alla moglie Barbara e al giovane figlio Lorenzo, hanno dato nuova vita ad un antico essiccatoio per castagne risalente al secolo scorso, salvandolo dal crollo, ristrutturandolo e rimettendolo in funzione. Un tempo molte famiglie del territorio possedevano il proprio essiccatoio di castagne, ma con il declino dell’agricoltura montana la quasi totalità di queste antiche strutture sono crollate. Questo casone in pietra, detto “metato”, viene alimentato esclusivamente con legno di castagno e riesce a produrre, nell’arco di circa 40 giorni in cui il fuoco viene mantenuto costantemente acceso, ottime castagne secche che, macinate presso il mulino ad acqua del paese, vengono poi trasformate in dolcissima farina di castagne. Arrivare nel bosco in cui si trova l’essiccatoio è di per se’ fiabesco: dallo stretto sentiero ricoperto da un tappeto di foglie di castagno e faggio, si inizia ad intravedere il fumo azzurrognolo che filtra attraverso i rami e i raggi del sole. Tutto intorno, i colori caldi dell’autunno e l’odore acre e dolciastro delle castagne che si stanno seccando lentamente. Tutta la famiglia lavora alla raccolta delle castagne, dalla selezione manuale, fino al taglio della legna da ardere e all’essiccazione. Le castagne devono affumicare, non bruciare, altrimenti la farina diventa amara. Se, invece, le castagne seccano lentamente, la farina risulta dolce. Il lavoro, però, non si concentra esclusivamente nei mesi autunnali. Il castagneto necessita di continua manodopera e supervisione, soprattutto durante le nevicate invernali, per consentire ai suoi frutti di essere perfetti per l’autunno successivo. Si tratta di un lavoro impegnativo e spesso poco remunerativo, mi spiega Davide, ma la soddisfazione e la pace che prova nel suo bosco, a contatto con la natura, nel vedere con i propri occhi il frutto di tanta fatica, gli danno conferma che ha fatto la scelta giusta. Quella di Davide e della sua famiglia assomiglia quasi ad una missione, quella di prendersi cura con tenacia ed impegno di un territorio spesso sconosciuto e fuori dalle rotte turistiche, che silenziosamente vuole raccontarsi e farsi scoprire. Il loro impegno è fondamentale anche dal punto di vista strettamente culturale, infatti l’antico mulino del paese viene utilizzato a scopi didattici, per tramandare queste antiche tradizioni alle nuove generazioni e per generare consapevolezza e attenzione nelle generazioni future che si occuperanno attivamente della tutela del bosco e dei suoi tesori.