Categoria Progetti e Portfolio

Categoria in cui è possibile proporre set di foto riguardanti il tema Cibo e Territorio: iconografia di un rapporto indissolubile: progetti fotografici, portfolio tematici, fotoreportage, serie, storyboard (sequenze di immagini che raccontino una storia).

I progetti dovranno essere composti da un minimo di 3 a un massimo di 10 fotografie.

Le fotografie dovranno essere denominate con [cognome – titolo progetto – numerazione nella sequenza desiderata
(es: “Rossi  -titolo progetto –  01.jpg”, “Rossi – titolo progetto – 02.jpg”, ecc.)].

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Titolo: Il pane quotidiano – sfornare il pane per contrastare lo spopolamento
Autore: MichelaBalboni
Voti: ?

Views: ?
Descrizione: Sfornare il pane per combattere lo spopolamento. L’ingrediente che rende possibile questa impresa, oltre a farina e acqua, è l’impegno dei cittadini di San Leo, un piccolo borgo medievale inerpicato a 600 metri su uno sperone di roccia con le pareti a strapiombo sulla valle del fiume Marecchia. Tanto affascinante quanto difficilmente raggiungibile, questo è il borgo con uno dei più alti indici di spopolamento di tutta l’Emilia Romagna. Il centinaio di anime che ancora vivono tra le alte mura di cinta e che lottano per non sparire, hanno dato vita alla vera essenza della cooperazione comunitaria: la cooperativa di comunità Fer-Menti Leontine, nata da una trentina di cittadini dai 24 agli 80 anni decisi a rimboccarsi le maniche per evitare lo spopolamento del paese. Il primo obiettivo? Riaprire lo storico panificio del paese, chiuso dopo più di 60 anni di attività: il Forno di San Leo. La cooperativa ha inaugurato un nuovo modello di cooperazione, con l’obiettivo di restituire ai cittadini di San Leo un prodotto e uno spazio che rappresentano un punto di riferimento per il paese, combattendo la piaga dello spopolamento attraverso la tecnologia e la sostenibilità. Dopo due anni di chiusura, il forno di San Leo ha oggi riaperto le sue porte, dotato di nuove tecnologie all’avanguardia che incontrano la tradizione, attraverso l’utilizzo di grani e metodi antichi. Il capo fornaio Emanuele, 28 anni, si è trasferito qui da Bergamo. Al suo fianco lavorano altri cinque ragazzi del posto, sfornando pane e biscotti. Attualmente la cooperativa conta più di 70 soci, su un paese di circa 100 anime, una partecipazione attiva che partendo dal basso sta rispondendo alle esigenze primarie dei cittadini. Nella società moderna dedicarsi alle tradizioni di un territorio può sembrare una scelta perdente. Interessarsi al passato non significa però rifiutare la modernità, ponendola in contrasto con la presunta purezza del tempo che fu, significa al contrario conoscere il valore del proprio territorio e trovare forme sane ed equilibrate con le quali pensare l’oggi e il domani, magari partendo proprio dalla cosa più semplice: il pane.